FIRENZE

Firenze è una delle città più conosciute del mondo. E' stata per molti anni la culla della cultura e dell'arte, a Firenze sono nati infatti molti tra i più grandi artisti del rinascimento e di tutta la storia dell'umanità. E' grazie alle loro opere che ogni anno centinaia di migliaia di turisti ogni anno scelgono il capoluogo toscano come meta per le proprie vacanze.

 

Firenze ha una popolazione di circa 408.000 abitanti ed è capoluogo della provincia e della regione. È circondata dalle colline di Settignano, Fiesole, Careggi, Arcetri e Bellosguardo. Le principali risorse economiche sono, per ovvi motivi, dovute al turismo, ma anche a numerose e variegate industrie (tessili, abbigliamento, ottiche, metalmeccaniche, chimiche, farmaceutiche e metallurgiche), all'artigianato (merletti, oreficeria, lavorazione della paglia e produzione di articoli in pelle). Sede di una famosa università, di varie biblioteche e di istituti di ricerca e di istruzione superiore.

 

 
   
l patrimonio artistico della città come si è detto è tra i maggiori del mondo; famosi i musei (Uffizi, Pitti, Bargello, Archeologico, di Arte Moderna, dell'Opera, del Duomo); le biblioteche (Laurenziana, Riccardiana, Marucelliana, Nazionale Centrale); le accademie (della Crusca, Cimento, Colombaria) e i giardini (Cascine, Boboli). I monumenti religiosi costituiscono un grande complesso artistico: il duomo (Santa Maria del Fiore) sormontato dall'immensa cupola del Brunelleschi e dal campanile di Giotto, custodisce una Pietà di Michelangelo; il battistero con le porte bronzee di Ghiberti e di Andrea Pisano; Santa Maria Novella; Santa Croce, nella quale si trovano le tombe dei grandi, Machiavelli, Michelangelo, Galileo, Alfieri, Foscolo, Rossini; San Lorenzo con le sagrestie del Brunelleschi (vecchia) e del Michelangelo (nuova).
Anche per quanto riguarda l'aspetto civile, l'architettura è espressa da opere grandiose, quali il palazzo Vecchio, la loggia dell'Orcagna, lo Spedale degli Innocenti (Brunelleschi) con un elegante loggiato, i palazzi Medici, Pitti (galleria di pittura) degli Uffizi (opera del Vasari) e il ponte Vecchio, caratteristico per la sua doppia fila di botteghe, dal 1500 esclusive degli orafi.

Il Duomo, con la sua facciata di marmo rosa, bianco e verde e la caratteristica cupola, domina il profilo della città. L’edificio venne ultimato in quasi due secoli (e anche a lavori finiti la facciata non venne completata fino al XIX secolo), ed è per dimensioni la quarta cattedrale al mondo(153mx38m). L’enorme cupola fu progettata da Brunelleschi. I fiorentini dovettero aspettare 125 anni prima che Brunelleschi trovi la soluzione per edificare una cupola di così grandi dimensioni: erigere una doppia calotta (l’esterna spessa 80 cm, l’interna ben 2 m) con ponteggio mobile da appoggiare alla cupola stessa. La mancanza di centine (struttura per sostenere la volta durante la costruzione), tuttavia, richiede un nuovo metodo d’innalzamento, l’uso di materiali leggeri e malta a presa rapida, calcoli precisi sul taglio e la collocazione di ogni singola pietra. Brunelleschi supera ogni difficoltà e nel 1436 la cupola è conclusa. La scala che corre tra le due calotte è tuttora accessibile; percorrendola si raggiunge la lanterna della cupola, da cui si ha uno straordinario panorama sulla città. L'interno del Duomo custodisce affreschi e vetrate di alcuni dei più bei nomi del Rinascimento: Vasari, Zuccari, Donatello, Uccello e Ghiberti. Ancora oggi nessun edificio di Firenze supera in altezza la cupola del Duomo.Il campanile della cattedrale, anch’esso in marmo bianco, rosa e verde, venne progettato da Giotto, mentre Pisano e della Robbia sono gli artefici dei bassorilievi. Il Battistero adiacente è uno degli edifici più antichi della città e fu originariamente un tempio pagano; deve la sua fama soprattutto alle porte di bronzo dorate: quella a sud è opera di Pisano, ma è la porta che guarda a est (e in direzione del Duomo) quella più celebre. Conosciuta come la Porta del Paradiso (un nome che si pensa le avesse dato Michelangelo), venne creata da Ghiberti tra il 1424 e il 1452 e la sua bellezza e raffinatezza la contraddistinguono come uno dei primi prodotti del Rinascimento. I soffitti del Battistero presentano mosaici del XIII secolo con immagini del Giudizio Universale.
Dietro la cattedrale c’è il Museo dell’Opera del Duomo, dove si possono ammirare le formelle originali prese delle porte del Battistero, la maschera funebre di Brunelleschi, strumenti adoperati nella costruzione della cupola e una grandiosa esposizione di statue, tra cui opere di Michelangelo.

Le pareti esterne di Santa Maria del Fiore sono ricoperte da un raffinato rivestimento in marmo policromo (Arnolfo di Cambio, fine ‘200), che riprende quello del Battistero. La facciata attuale risale al 1887 ed è stata costruita da Emilio de Fabris, dopo che l’originaria (Arnolfo di Cambio, fine ‘200), peraltro incompiuta, venne fatta demolire da Francesco I de’ Medici nel 1588. L’interno, spoglio e severo, contiene diverse opere; si segnalano, sulla facciata interna, le Teste di profeti (Paolo Uccello, 1443), a sinistra, poco prima del transetto, la vetrata con Dante e i suoi mondi (Domenico di Michelino, 1465), sulla volta della cupola, gli affreschi del Vasari e dello Zuccari (Giudizio universale, 1579).

 

 

A guardia del Palazzo Vecchio c’è una copia del David di Michelangelo. Il palazzo, conosciuto un tempo come Palazzo della Signoria (da cui prende il nome la piazza), è la sede tradizionale del governo fiorentino e la sua caratteristica torre è un altro dei simboli di Firenze. La costruzione, progettata da Arnolfo di Cambio, ebbe inizio nel 1299. Inizialmente era la sede dei Piori delle Arti e della Signoria. L’interno conserva ricche decorazioni di Vasari. Un corridoio sopraelevato, chiamato Corridoio Vasariano, collega il palazzo a Palazzo Pitti, passando attraverso gli Uffizi e attraversando l’Arno mediante il Ponte Vecchio. Questo doveva essere un'antica via di fuga per i signori di Firenze, i Medici, in caso di problemi, ma veniva usato dalla nobile famiglia anche più semplicemente per raggiungere le loro residenze senza doversi mescolare tra la gente. Ora nel corridoio sono esposte importanti opere d’arte. La Loggia dei Lanzi domina la grande Piazza della Signoria, di fronte al palazzo, con le sue imoportanti statue, fra le quali il "Perseo" del Cellini ed "Il ratto delle Sabine" del Giambologna.

A sud di Palazzo Vecchio, progettata e costruita da Vasari nella seconda metà del XVI secolo su richiesta di Cosimo I de’ Medici, si trova la celeberrima Galleria degli Uffizi. La meravigliosa raccolta della galleria è disposta in modo da illustrare lo sviluppo della storia dell’arte fiorentina e italiana. Alcuni dei pezzi più famosi si trovano nelle stanze 7-25: comprendono La nascita di Venere di Botticelli, la Venere d’Urbino di Tiziano, il Tondo Doni di Michelangelo e i ritratti dei duchi di Urbino di Raffaello.

Piazza della Signoria, cuore politico della città dal Medioevo ad oggi, è una singolare creazione urbanistica che comincia a prendere forma a partire dal 1268, quando il partito dei Guelfi riprende il controllo sulla città e decide di radere al suolo le case dei rivali Ghibellini. In primo luogo si abbattono le torri dei Foraboschi e degli Uberti, nonostante il capofamiglia (il celebre Farinata cantato da Dante nella sua "Commedia") avesse difeso Firenze dalla distruzione dopo la sconfitta nella battaglia di Montaperti (4 settembre 1260) contro la coalizione ghibellina capeggiata da Siena.
Alla fine le case abbattute saranno ben 36 e da questa "cancellazione" dei nemici (su quegli spazi non si dovrà mai più costruire) la piazza deriva la sua particolare conformazione a forma di "L" e la posizione non allineata degli edifici che la delimitano.
Piazza della Signoria è il centro della vita politica fiorentina dal Medioevo a oggi. La piazza è circondata da alcuni dei più famosi edifici della città. Con il suo celebre gruppo di sculture, la loggia ha l’aria di una galleria d’arte all’aperto: particolarmente toccanti sono il Perseo, capolavoro di Cellini, e il Ratto delle Sabine di Giambologna.

La storia della piazza comincia a partire dal 1268, quando il partito dei Guelfi riprende il controllo sulla città e decide di radere al suolo le case dei rivali Ghibellini. Si abbattono le torri dei Foraboschi e degli Uberti, nonostante il capofamiglia (il celebre Farinata cantato da Dante nella sua "Commedia") avesse difeso Firenze dalla distruzione dopo la sconfitta nella battaglia di Montaperti (4 settembre 1260) contro la coalizione ghibellina capeggiata da Siena. Le case abbattute saranno 36 e da questa "cancellazione" dei nemici (su quegli spazi non si dovrà mai più costruire) la piazza deriva la sua particolare conformazione a forma di "L" e la posizione non allineata degli edifici che la delimitano.

 

   
La Galleria degli Uffizi, la più importante raccolta d'arte d'Italia e uno dei più importanti musei d'arte mondiali. Vi sono raccolte opere della pittura italiana di tutti i tempi e una notevole selezione di artisti stranieri. Tra i centinaia di artisti presenti, si citano i più significativi con l'indicazione delle opere più insigni: Cimabue (Madonna in maestà, 1285), Duccio di Buoninsegna (Madonna in trono con Bambino), Giotto (Madonna col Bambino, angeli e santi), Simone Martini (Annunciazione), Paolo Uccello (La battaglia di San Romano), Domenico Veneziano (Madonna e Santi), Piero della Francesca (Federico da Montefeltro e Battista Sforza), Sandro Botticelli (Nascita di Venere; La Primavera; Adorazione dei Magi; Madonna del Magnificat), Hugo van der Goes (Adorazione dei pastori o Trittico Portinari), Leonardo da Vinci (Adorazione dei Magi; Annunciazione), Verrocchio (Battesimo di Cristo), Giovanni Bellini (Allegoria sacra), Michelangelo Buonarroti (Sacra Famiglia), Raffaello Sanzio (Madonna del cardellino; Leone X), Tiziano (Venere di Urbino), Rembrandt (Vecchio Rabbino).
 
Il palazzo rappresenta il capolavoro dell’architettura fiorentina del Cinquecento. Iniziato da Giorgio Vasari nel 1560 su commissione di Cosimo I de’ Medici, doveva ospitare le tredici magistrature e l’apparato amministrativo del Ducato di Firenze (da qui il nome "uffizi"). Morti Cosimo I e il Vasari (1574) i lavori furono proseguiti da Bernardo Buontalenti, che per volere del granduca Francesco I de’ Medici costruì il Teatro Mediceo e la Tribuna. Quest’ultima, una piccola sala ottagonale che doveva custodire le opere più preziose della collezione di famiglia, è ricca di rimandi simbolici; in particolare, la rosa dei venti della lanterna centrale, la madreperla delle conchiglie che rivestono il soffitto e il tamburo, il tessuto rosso alle pareti e i marmi della pavimentazione alludono rispettivamente all’Aria, all’Acqua, al Fuoco e alla Terra, secondo il pensiero antico i quattro Elementi che compongono l’Universo. I successori di Francesco I incrementarono la raccolta medicea, che su richiesta poteva essere visitata. Nel 1773, quando il casato dei Medici restò privo di eredi, il patrimonio artistico di famiglia diveniva proprietà del Comune di Firenze. Importanti ristrutturazioni e riallestimenti sono avvenuti alla fine dell’Ottocento, con la distruzione del Teatro Mediceo, negli anni Cinquanta del XX secolo e nel 1989 con il trasferimento dell’Archivio di Stato in piazza Beccaria, che ha fornito nuove sale per l’esposizione rendendo di possibile attuazione il progetto dei "Nuovi Uffizi".